Il mare che portiamo dentro: storie di siciliani lontani da casa

l mare che portiamo dentro: storie di siciliani lontani da casa. Se sei lontano o lo sei stato, raccontaci la tua: cosa ti manca di più? Cosa fai quando torni? Condividi nei commenti la tua storia!

INTRODUZIONE

Cari lettori,

c’ĆØ una scena, nel libro, che mi fa venire ancora la pelle d’oca a ripensarci. Lillo ĆØ seduto al bar di Houston, e sente per la prima volta una voce che gli riporta casa. Non una telefonata. Non un ricordo. Una voce vera, in un locale vero, a ottomila chilometri dalla Sicilia.

"Di dove sei?" chiese Lillo. "Catania. E tu?" "Messina. Della zona del lago."

Chiacchierata tra Lillo e Mimmo

In quel “della zona del lago” c’ĆØ tutto un mondo. C’ĆØ il riconoscersi senza bisogno di spiegazioni. C’ĆØ la stessa luce negli occhi, lo stesso modo di gesticolare, la stessa malinconia mista a orgoglio.

Ho scritto questo libro pensando a tutti i siciliani (e a tutti gli italiani) che vivono lontano da casa. A chi ogni mattina si sveglia in una cittĆ  che non ĆØ la sua e il primo pensiero ĆØ sempre lo stesso: “Dove sono?”.

Ho pensato a chi:

  • Chiama casa tutte le sere, anche solo per sentire una voce familiare.

  • Tiene una medaglietta o una foto nel portafoglio, come Lillo con la Madonna della Lettera.

  • Sogna il mare, il cibo, gli odori della propria terra.

  • A chi, quando torna, si sente straniero dappertutto.

CONCLUSIONI

Ora tocca a voi.

Se siete lontani da casa, o se lo siete stati, vi chiedo:

  • Qual ĆØ la prima cosa che fate quando tornate?

  • Cosa vi manca di più quando siete via?

  • Avete mai incontrato qualcuno, lontano, che vi ha fatto sentire improvvisamente a casa?

Raccontate la vostra storia nei commenti. Le più belle le pubblicheremo sul blog e sui social. Perché le voci, anche quelle lontane, meritano di essere ascoltate.

“U mari ĆØ ranni. Ma cu portu u mari dintra, unn’ĆØ mai sulu.”

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